
Dario Amighetti
“Sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere […] sarebbe successo ciò che è successo?”
Queste sono le parole di Antonio Gramsci che ho trovato all’inizio del libro “Oltretorrente” di Pino Cacucci. Averle trovate è stato un buon pretesto per far scorrere le dita ormai atrofiche sulla tastiera. Queste parole, espresse in un momento storico diverso e in un diverso contesto, riecheggiano e risuonano come un monito nelle orecchie di chi non è troppo sordo per poterle sentire. Gramsci parlava da partigiano agli indifferenti, agli insipienti, a tutti coloro che non si preoccupavano di assumere una posizione netta e vivevano da parassiti, nutrendosi dell’ignoranza e dell’autocommiserazione. Sono passati più di cento anni da allora e la situazione non è molto cambiata, anzi, per quanto possibile è diventata ancor più critica. All’indifferenza, alla vigliaccheria e al parassitismo si è aggiunta una componente pericolosissima e talvolta letale: la presunzione. La presunzione è l’anticamera dell’ignoranza e dunque è il vettore di un virus ben più difficile da debellare. Se noi oggi, a distanza di cento anni appunto, provassimo a sturarci le orecchie da quel cerume che è il nostro tanto vituperato lassismo forse riusciremmo a porci la fatidica domanda: se avessi fatto anch’io il mio dovere sarebbe successo ciò che è successo? Probabilmente la risposta non la troveremmo e a tal fine potrebbe tornarci utile “il libro delle risposte” del buon Nino Frassica e chissà che quella giusta non sia: “Se rispondessi rovinerei la bellezza della tua domanda”! L’unica cosa che ci resta dunque è il dubbio, e avere la certezza di avere un dubbio di questi tempi è già qualcosa. Il dubbio, dunque, è un beneficio di cui godere, un germe o un piccolo germoglio che radicandosi continuerà a crescere fino a fiorire. La realtà però è ben diversa, quasi distopica, e la sola cosa che cresce in questo momento è la consapevolezza che oltre ad un vaccino per il coronavirus serva un rimedio serio per l’ignoranza e l’ottusità che ci ammorbano da troppo tempo ormai. Il quadro clinico è sempre più complesso e differisce da malato a malato: c’è chi somatizza e mostra subito i sintomi e chi invece è asintomatico. C’è chi crede di essere immune e ostenta tutta la sua impavida immunità e c’è chi è consapevole di essere profondamente malato e se ne fotte cercando – da buon untore – di contagiare gli altri (solo dopo aver controllato che in giro non ci siano monatti)! Si sono delineate, dunque, delle vere e proprie categorie di soggetti classificabili in base allo stato di avanzamento della malattia. In particolare è stata posta l’attenzione sugli ultimi due soggetti, classificati dagli scienziati come “Homo Coljionis” e “Homo Coljionis Coljionis”, si riconoscono perché hanno una particolarità che li differenzia dagli altri: camminano sempre in coppia. È raccomandabile – a detta degli esperti – mantenere una certa distanza quando l’incontriamo per strada ed evitare qualsiasi contatto di natura fisica, parafisica, social, telecinetica, poiché la loro carica virale è talmente elevata che riuscirebbero a contagiarci anche solo col pensiero. Ci sono stati avvistamenti a Palermo, a Napoli, a Milano ad Ancona nelle Marc… dove???
Si scusate, un avviso importante: LE MARCHE ESISTONO, sono state scoperte da un indigente genovese, tale Colombo Di Cristoforo, che cercava spicci per terra per un pezzo di focaccia.
La situazione rischia di sfuggire di mano alle autorità e ai governi che cercano di circoscrivere l’epidemia. Gli esperti consigliano al resto della popolazione (ormai decimata) di chiudersi in casa a leggere saggi e romanzi di Umberto Eco, mentre per quanto riguarda la televisione sono caldamente consigliati gli interventi di Massimo Cacciari ed Ernesto Galli Della Loggia a Otto e mezzo, che per l’occasione sarà trasmesso a reti unificate h24. L’OMS dichiara: “Siamo sicuri che in breve tempo riusciremo a frenare i contagi e stanare tutti i Coljionis e i Coljionis Coljionis che ancora vanno in giro indisturbati. A tal fine è pronto un piano di mobilitazione mai visto prima. Le pene più severe verranno comminate a tutti quei Coljionis che in assembramento (ricordiamoci che vanno sempre in coppia o a multipli di due) nei locali bevono vodka e Red Bull, negroni sbagliato e moscow mule col cetriolo! Per la prevenzione verrà distribuito a tutti un kit che comprende: dieci brani di Battiato, l’opera omnia di Herbert von Karajan, un estratto de “La strada di Swann” di Proust e un santino di Lilli Gruber da tenere sempre nel portafogli come autocertificazione”.
La verità è che c’è poco da scherzare, perché ormai è da tempo che mala tempora currunt.
IL CORONAVIRUS E NOI. FRA SUD E NORD… : leggi il diario
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