DIE: “riflessioni morte”

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Maria Cristina Mazzei

Die è un gioco di parole raffinato: tradotto dall’inglese significa morire ma è anche vero che tradotto dal latino significa giorno. “I giorni possono tramontare e risorgere, noi una volta tramontata la nostra breve vita, dobbiamo dormire una sola notte eterna”. Cantava così Catullo nella poesia dedicata alla sua Lesbia. Così la morte ed il giorno si scontrano e nello stesso tempo fanno l’amore lungo il fluire del tempo.

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Massimo Cacciari a Piacenza: una parabola della figura del profeta

Letizia Bonvini

Cessare di fingere di avere dei progetti è l’unica strada da perseguire per
il recupero della parresia e la istituzione di un confronto per elaborare
soluzioni chiare per cercare di postulare fini realistici. È la tesi sostenuta
del filosofo Massimo Cacciari durante la sua conferenza all’interno del ciclo
di incontri dal titolo Le ragioni del torto, organizzato dalla Fondazione Piacenza Vigevano. A presentare l’incontro il presidente della fondazione, il notaio Massimo Toscani, a moderarlo il direttore del quotidiano piacentino Libertà, Pietro Visconti.

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Festival Verdi, al Teatro Regio il Nabucco della discordia

Flavia Geraldi

Record di incassi al Teatro Regio per la diciannovesima edizione del Festival Verdi: il Nabucco ha “sbaragliato la concorrenza” ricavando un milione e 400 mila euro per 26mila spettatori. Il pubblico, proveniente da qualsiasi parte del mondo, sembra apprezzare molto questo genere di iniziative culturali tanto da aver già organizzato la partenza per il prossimo anno, in vista non solo del Festival ma anche del titolo che sta per essere assegnato alla città di Parma, Capitale della Cultura 2020.

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Steve McCurry incanta la Galleria Estense con i suoi lettori

Sara Lasagni

Attraversando la mostra, i soggetti che attirano il visitatore sono certamente quelli ritratti in primo piano, i cui occhi, quasi sempre marrone scuro, sono segnati da una profondità magnetica. Sono per lo più giovani ragazze, come quella fotografata a Kunduz in Afghanistan, icona della mostra, o la più famosa “Ragazza afgana” dagli occhi di ghiaccio. Nei loro sguardi vi è la consapevolezza di come la loro vita sia completamente diversa da quella di chi riceve la foto. Certamente vi è sicurezza, forza, determinazione, ma anche speranza.

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Il macrocosmo “antieroico” di Leo Ortolani: tra Cinema e Fumetti

Federica Gernone

C’è chi pensa che il cinema sia ormai destinato a restare un inanimato oggetto di culto nella terra popolata dai cinefili internettiani, o che sia da sempre soltanto roba per vecchi cultori della materia o ancora un passatempo per ragazzetti nerd: insomma, in tutti i casi, qualcosa con cui prendersi troppo sul serio o etichettarsi, più o meno a buon diritto, come perfetti intenditori.

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