Quello che sappiamo di Oriana Fallaci è da anni ben noto alla stragrande maggioranza delle persone: giornali, riviste, radio e televisioni nazionali e internazionali ne hanno parlato.
Cessare di fingere di avere dei progetti è l’unica strada da perseguire per il recupero della parresia e la istituzione di un confronto per elaborare soluzioni chiare per cercare di postulare fini realistici. È la tesi sostenuta del filosofo Massimo Cacciari durante la sua conferenza all’interno del ciclo di incontri dal titolo Le ragioni del torto, organizzato dalla Fondazione Piacenza Vigevano. A presentare l’incontro il presidente della fondazione, il notaio Massimo Toscani, a moderarlo il direttore del quotidiano piacentino Libertà, Pietro Visconti.
Record di incassi al Teatro Regio per la diciannovesima edizione del Festival Verdi: il Nabucco ha “sbaragliato la concorrenza” ricavando un milione e 400 mila euro per 26mila spettatori. Il pubblico, proveniente da qualsiasi parte del mondo, sembra apprezzare molto questo genere di iniziative culturali tanto da aver già organizzato la partenza per il prossimo anno, in vista non solo del Festival ma anche del titolo che sta per essere assegnato alla città di Parma, Capitale della Cultura 2020.
Attraversando la mostra, i soggetti che attirano il visitatore sono certamente quelli ritratti in primo piano, i cui occhi, quasi sempre marrone scuro, sono segnati da una profondità magnetica. Sono per lo più giovani ragazze, come quella fotografata a Kunduz in Afghanistan, icona della mostra, o la più famosa “Ragazza afgana” dagli occhi di ghiaccio. Nei loro sguardi vi è la consapevolezza di come la loro vita sia completamente diversa da quella di chi riceve la foto. Certamente vi è sicurezza, forza, determinazione, ma anche speranza.
C’è chi pensa che il cinema sia ormai destinato a restare un inanimato oggetto di culto nella terra popolata dai cinefili internettiani, o che sia da sempre soltanto roba per vecchi cultori della materia o ancora un passatempo per ragazzetti nerd: insomma, in tutti i casi, qualcosa con cui prendersi troppo sul serio o etichettarsi, più o meno a buon diritto, come perfetti intenditori.