Il mio è un lavoro particolare, faccio l’assistente sociale, quella che “ruba i bambini” giusto per capirci. Da quando siamo stati travolti dall’emergenza sanitaria ho letto molti articoli di colleghe e colleghi universitari,
Internet non dimentica. E non perdona: da circa una settimana gli attivisti di Anonymous Italia hanno lanciato OpRevengeGram, operazione che individua coloro che si scambiano materiale di revenge porn e pedopornografia su Telegram.
Sembra assurdo già solo da dire. Tanto più dopo 37 giorni di reclusione assoluta (alcuni farmaci per la pressione possono essere un fattore di rischio ulteriore) e con una crescente voglia di Parma, di aria, insomma la voglia di quella libertà che tutti stiamo sognando da settimane.
Ma non è la libertà quella che ci aspetta là fuori: anzi, è l’esatto contrario.
Chi ha mai detto che è davvero sbagliato giudicare un libro dalla copertina? O una persona dal suo aspetto esteriore? La pima impressione può davvero essere sempre sbagliata? E se la nostra faccia e il nostro corpo rivelassero davvero chi siamo? Quale segreto si nasconde sotto le ossa del nostro cranio?
“Combattiamo contro un nemico invisibile”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole? Quante voci, autoritarie e non, le hanno ripetute? Medici, politici, figure istituzionali di ogni ordine e grado, si sono affidati alla laconicità di questa frase. Siamo sicuri che sia effettivamente così? Che il nemico sia effettivamente invisibile?
Per carità: anch’io ci casco e ci cascherò, anche perchè qualche litigata social è una delle poche valvole di sfogo concesse da questa prolungata reclusione. Però, posso dirlo?, provo un crescente fastidio per i post che
IL MITO DI ENRICO AMERI NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO
<<Scusa Ameri, scusa Ciotti>>; << Scusa Enrico, scusa Sandro>> questi incipit per interrompere i radiocronisti in caso di goal sono diventati istituzione nel cuore di tutti gli sportivi appassionati di radio. Questi due grandi del microfono sono stati i protagonisti di “Tutto il calcio minuto per minuto”- trasmissione radiofonica dedita alla cronaca degli eventi sportivi – e in generale della radiocronaca in Italia: Enrico Ameri e Sandro Ciotti.
E’ stata la Pasqua più triste, la più brutta. Alla forzata reclusione che viviamo da più di un mese si accompagna inevitabilmente il peso di 500 e più morti: ed è quasi impossibile per un parmigiano non esserne stato toccato anche solo indirettamente con la scomparsa di persone conosciute. Eppure, e senza ovviamente dimenticare
La quarantena ha falsato il nostro tempo, e non solo, se ripercorriamo a ritroso questi primi mesi del 2020, sembra davvero che passato e futuro abbiano perso la loro funzione, impossibili da praticare, non c’è più un sempre stato e ancor meno, chi osa guardare al divenire?
Ricorda un po’ la visione contrapposta del tempo di Alice e del Cappellaio Matto, protagonisti amati del celebre racconto di Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie.
Per Alice il tempo è quello degli eventi che si susseguono uno dietro l’altro, fisico, ciclico, corporeo e variabile; è Kronos. Invece il tempo del Cappellaio è Aion, per il quale esistono solo passato e futuro. Un’azione è sempre già accaduta e sta sempre per accadere… infatti è sempre l’ora del tè.
“Stong scetato, dormo o è fantasia?” diceva Totò nella celebre poesia “A’ livella” quando rimase chiuso nel cimitero e vedeva il Marchese di Belluno e il netturbino Esposito Gennaro che erano passati a miglior vita.